L’Aglianico è un vitigno a bacca rossa coltivato soprattutto in Campania e Basilicata. Tannini e acidità spesso marcati lo rendono adatto a vini strutturati, ma esistono anche versioni pensate per essere bevute giovani.
Taurasi, Aglianico del Vulture e Aglianico del Taburno sono denominazioni diverse. Il territorio del Vulture ha origine vulcanica; questa caratteristica non va estesa automaticamente a ogni vigneto di Aglianico.
La carta d’identità dell’Aglianico
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Colore
Rosso granato profondo
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Origine
Sud Italia · Campania e Basilicata
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Servizio
16-18 °C · Valutare l’aerazione
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Conservazione variabile secondo la bottiglia |
Difficoltà
★★★★ Avanzato
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Il profilo aromatico dell’Aglianico
Ciliegia scura, prugna e liquirizia sono descrittori frequenti dell’Aglianico. Con l’evoluzione possono emergere cuoio e tabacco; nessun aroma compare obbligatoriamente in ogni bottiglia.
Ciliegia nera / prugna
Cuoio / tabacco bruno
Liquirizia / cacao
Terra umida / cenere vulcanica
Tannini (potenza)
Acidità (freschezza)
Assaggia il vino appena aperto. Se appare chiuso, prova una breve aerazione e controlla come evolve. Per una bottiglia vecchia con deposito, versa con cautela e limita l’esposizione all’aria: una durata fissa non va bene per ogni vino.
Le tre grandi denominazioni dell’Aglianico
Taurasi
Il Taurasi DOCG proviene dall’Irpinia, in provincia di Avellino. Si basa sull’Aglianico e ha requisiti di produzione e affinamento propri. La menzione Riserva prevede regole diverse dalla versione senza questa menzione.
Produttori di riferimento: Mastroberardino, Feudi di San Gregorio, Salvatore Molettieri.
Aglianico del Vulture
L’Aglianico del Vulture DOC proviene dall’area del Monte Vulture in Basilicata. L’Aglianico del Vulture Superiore DOCG è una denominazione distinta: controlla il nome completo in etichetta.
Produttori di riferimento: Paternoster, Cantine del Notaio, Elena Fucci, Donato D’Angelo.
Aglianico del Taburno
L’Aglianico del Taburno DOCG proviene dalla provincia di Benevento. La zona e il produttore contribuiscono a definire il vino; non è automaticamente più morbido o pronto di un Taurasi.
Produttori di riferimento: Fontanavecchia, Cantina del Taburno.
Per iniziare, scegli una bottiglia che il produttore descrive come pronta al consumo. Se vuoi conservarla, chiedi un’indicazione riferita all’annata precisa.
Aglianico contro Nebbiolo: il confronto
L’Aglianico viene spesso paragonato al Nebbiolo, l’altro grande vitigno tannico italiano. Sono i due fratelli da invecchiamento della penisola: uno meridionale, l’altro alpino. Ecco come distinguerli.
| Criterio | Aglianico | Nebbiolo |
| Regione | Campania e Basilicata | Piemonte e altre aree |
| Colore | Granato profondo, quasi nero | Granato più pallido, trasparente |
| Aromi caratteristici | Ciliegia nera, cuoio, tabacco, cenere | Rosa appassita, catrame, tartufo |
| Tannini | Potenti, dritti, strutturati | Elevati ma più fini, distesi |
| Invecchiamento | Conservazione variabile secondo la bottiglia | Conservazione variabile secondo la bottiglia |
Se apprezzi i vini con tannini evidenti, puoi confrontare Aglianico e Nebbiolo. Servili alla stessa temperatura e considera anche età e affinamento, per non attribuire al vitigno differenze dovute alla bottiglia.
Aglianico in purezza e in uvaggio
L’Aglianico può essere vinificato da solo oppure insieme ad altre uve ammesse dalla denominazione. In Campania si incontra anche accanto al Piedirosso. Leggi la scheda del produttore: la presenza della parola Aglianico non basta a stabilire che il vino sia in purezza.
La vinificazione: perché l’Aglianico merita pazienza
L’Aglianico matura relativamente tardi. La data della vendemmia varia secondo territorio e annata; l’equilibrio finale dipende anche dalle decisioni in vigna e in cantina.
L’affinamento può svolgersi in recipienti diversi, con tempi scelti dal produttore nel rispetto del disciplinare. Il legno nuovo può aggiungere aromi tostati; il formato delle botti e il tempo in bottiglia incidono sul risultato.
Non tutti gli Aglianico richiedono una lunga attesa. Per una cena vicina, scegli una bottiglia dichiarata pronta dal produttore; per una cantina da invecchiamento, valuta la singola etichetta e come è stata conservata.

Gli abbinamenti gastronomici dell’Aglianico
Agnello arrosto al rosmarino
L’abbinamento ideale. Il grasso dell’agnello addomestica i tannini, il rosmarino dialoga con le note erbacee del vino.
Ragù napoletano
Pasta lunga e sugo di carne cotto a lungo: un grande classico di Napoli con un Taurasi di 8 anni.
Pecorino stagionato 24 mesi
Il sapore deciso del formaggio di pecora stagionato si fonde nella struttura tannica del vino. Ideale a fine pasto.
Cinghiale in umido
La selvaggina di pelo e l’Aglianico: un matrimonio di forza e profondità, perfetto su un Vulture Superiore.
Risotto al tartufo
Su un Aglianico terziario di 12-15 anni, le note di tartufo e sottobosco entrano in risonanza con il piatto.
Cioccolato fondente 70 %
Sorprendente ma magnifico su un Aglianico evoluto, la cui nota di cacao si amplifica al contatto con il cioccolato.
Altri vitigni da confrontare
Per confrontare tannini e acidità, leggi le schede del Nebbiolo e del Sangiovese.
Per approfondire
Consulta le schede dei vitigni e la guida alla temperatura di servizio del vino.
Domande frequenti sull’Aglianico
Perché l’Aglianico è chiamato il “Barolo del Sud”?
È un paragone usato per descrivere tannini, acidità e possibilità di invecchiamento di alcuni Aglianico. Non è una denominazione e non significa che Aglianico e Nebbiolo siano lo stesso vitigno.
Qual è la differenza tra Taurasi e Aglianico del Vulture?
Il Taurasi DOCG proviene dall’Irpinia, in Campania; l’Aglianico del Vulture DOC dall’area del Vulture, in Basilicata. Sono denominazioni con disciplinari diversi. Verifica uvaggio e affinamento della bottiglia, senza presumere che siano sempre identici.
Bisogna decantare un Aglianico?
Assaggia il vino appena aperto. Se appare chiuso, prova una breve aerazione e controlla come evolve. Per una bottiglia vecchia con deposito, versa con cautela e limita l’esposizione all’aria: una durata fissa non va bene per ogni vino.
L’Aglianico invecchia bene in cantina?
La durata dipende dal produttore, dall’annata e dallo stile. I vini pensati per il consumo giovane si apprezzano soprattutto per il frutto; le bottiglie destinate all’invecchiamento richiedono buone condizioni di conservazione. Chiedi al produttore una finestra di consumo per l’etichetta e l’annata precise.



